COSENONJAVISTE: Intervista agli Autori del Blog

Marco Ballante 04/10/2013 0 Commenti

Cose Non Javiste logo

Nel panorama web italiano, putroppo, c'è molta carenza di blog e siti web a tema Java di un certo livello, e che offrono contenuti di qualità. Questo purtroppo è un dato di fatto, ed in sostanza, ci fa perdere un'occasione per potersi confrontare sulla nostre esperienze, e limita le nostre possibilità di condivisione e scambio di opinioni.

Ma non vi preoccupate, perchè oggi andiamo a conoscere una felice eccezione italiana e cioè il blog CoseNonJaviste. E' un blog scritto da autori altamente preparati, e gli argomenti che vengono trattati sono sempre attuali e stimolanti. Per me è diventato un vero punto di riferimento!

Gli autori del blog si sono sottoposti, per noi, ad una serie di domande, e ne è uscita un'intervista simpatica, piena di spunti importanti, che ci aiuta a conoscere meglio loro, e lo scopo del loro progetto.

Andiamo a leggere le loro risposte!

Un po’ di domande sul blog...

Come nasce il progetto del blog CoseNonJaviste?

Nel Dicembre del 2010 noi, Andrea, Fabio e Manuele, colleghi da anni presso una software house di Sesto Fiorentino, ci siamo incontrati a pranzo; in quella fredda giornata, in piena atmosfera natalizia, abbiamo avuto una conversazione piena di energia e abbiamo deciso con entusiasmo che sarebbe stato bello poter condividere sul web le proprie competenze, arrivando a creare una community di professionisti che si scambiano consigli e pareri su tutto quanto orbita nell’ambito della tecnologia, in modo aperto e collaborativo.

Questo è stato il seme che è poi germogliato a Febbraio del 2011, dando alla luce il blog CoseNonJaviste (aka CNJ).

Quali argomenti trattate?

ll nome bizzarro richiama il nostro obiettivo originario: parlare di tecnologia Java, ma non delle solite cose che si trovano ovunque, clonando articoli già presenti in rete con scarso contenuto originale, bensì offrendo in ogni post le soluzioni a problemi che noi abbiamo risolto nel corso della nostra esperienza professionale decennale.

Molti dei post che si possono trovare in CNJ affrontano tematiche della piattaforma Java: linguaggio, best practice, framework e specifiche di Java Enterprise. Trattiamo anche di sviluppo su piattaforma Android e in altri linguaggi: Scala, Php, Javascript. In ambito di metodologia abbiamo scritto qualche post sulla metodologia Agile, argomento che abbiamo intenzione di approfondire molto nei prossimi mesi, parallelamente agli altri.

Vi siete posti degli obiettivi a breve medio termine, vi aspettate dei particolari risultati, oppure siete soddisfatti dei risultati raggiunti?

Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti in due anni e mezzo, che vanno ben al di là delle nostre aspettative iniziali: abbiamo un numero di followers di tutto rispetto nel panorama tecnico italiano, e un discreto numero di richieste di approfondimento via mail e sotto forma di commenti ai post. Queste richieste ci riempiono di soddisfazione: è bello pensare che le nostre competenze possano facilitare il lavoro di persone che lavorano nel nostro stesso settore e di persone che invece hanno intrapreso il loro cammino nell’ambito dello sviluppo software per passione e da autodidatti.

Abbiamo inoltre alcuni collaboratori esterni che hanno chiesto di unirsi a noi e che scrivono post di alta qualità a titolo gratuito: cogliamo l’occasione per ringraziarli per il loro prezioso contributo.

Ci piacerebbe andare anche oltre: incontrare ad uno dei tanti eventi a cui spesso partecipiamo (e di cui parliamo nei nostri post) alcuni dei nostri followers, creare community su LinkedIn e/o Google+, lanciare piccoli progetti formativi e di sviluppo.

Domande secche...

Contrari o a favore degli EJB?
A favore se la versione è la 3.1 :-)
WS Soap o Rest?
Rest
Mac o Pc?
Preferiamo non rispondere: è l’unica cosa capace di incrinare la nostra armonia perfetta :-)

Domande su Java...

Sono anni ormai che Java monopolizza il mercato del lavoro nell’ambito della programmazione, secondo voi continuerà ancora ad essere il linguaggio più importante o ci potrà essere spazio a breve per un suo degno sostituto?

Sembra che ci sia un ritorno di fiamma di linguaggi definiti più “leggeri”, come php per esempio, che non sono da sottovalutare in un momento in cui il time-to-market sembra l’unica chiave di successo di un progetto. Cosa succede però se questo cresce esponenzialmente? Tutti i linguaggi sono in grado di offrire una piattaforma capace di scalare? Java gira su milioni di dispositivi in tutto il mondo e non vediamo a breve un calo nella sua importanza, anche perché nel tempo si è specializzata proprio nella scalabilità. Inoltre, con l’uscita di Java7 e l’annuncio di Java8 c’è il tentativo di arricchirla con un tocco di agilità che altri linguaggi (vedi C#) hanno conquistato da tempo: queste nuove versioni di Java infatti fanno presagire che ci sia una ripartenza dei lavori volti a rendere la piattaforma più produttiva e snella, strizzando l’occhio anche ai linguaggi funzionali, che per la loro immediatezza stanno rompendo la rigidità del paradigma object-oriented a favore di una maggior espressività nella programmazione.

Secondo noi la tendenza per il futuro sarà quella dei programmatori poliglotti, per cui conoscere due, tre linguaggi di programmazione sarà la norma e conferirà ricchezza e flessibilità al mondo dello sviluppo software.

Se non ci fosse Java con quale linguaggio di programmazione vi piacerebbe programmare?

Crediamo che il linguaggio di programmazione sia solo un aspetto del nostro lavoro di sviluppatori: è possibile scrivere pessimo software utilizzando un buon linguaggio di programmazione e viceversa. Tuttavia abbiamo simpatia per i linguaggi “strongly typed” che, accoppiati a IDE potenti come Eclipse e Netbeans, consentono di testare, debuggare e fare refactoring del codice in modo molto più affidabile. Un linguaggio che sicuramente offre caratteristiche simili (di cui Java è diretta concorrente) è sicuramente C#, che negli ultimi anni è cresciuto approfittando dello stallo in cui è caduta la piattaforma Java dopo l’acquisto da parte di Oracle. A parte il legame con Microsoft che la sua scelta comporta, per lo sviluppo esclusivamente client probabilmente non ha eguali. Al momento però stiamo tenendo sott’occhio il linguaggio di programmazione “Scala”, linguaggio funzionale e object-oriented, elegante e potente, integrabile con codice Java preesistente.

Spesso parlate di Android, quale potrebbe essere il suo futuro in termini di opportunità lavorative? Conviene investirci il proprio tempo nell'apprendimento?

Android è ormai diventato il sistema operativo mobile più diffuso sia in Italia che nel mondo con delle cifre esorbitanti. Negli Stati Uniti ci sono già tantissimi progetti Android e molte opportunità lavorative, qui da noi ancora siamo un po’ indietro. Comunque le opportunità non possono che aumentare nel prossimo futuro, per gli sviluppatori mobile “puri” e per quelli che riescono a sviluppare sia la parte lato server che quella mobile. Per gli sviluppatori Java il consiglio è sicuramente quello di avvicinarsi allo sviluppo Android: la curva di apprendimento non è troppo ripida in quanto linguaggio e IDE restano gli stessi. Il tempo investito sarà convertito con gli interessi a livello di CV!

Come vedete il mercato del lavoro in Italia? In che condizioni si trova e cosa si dovrebbe migliorare?

Il mercato italiano è sicuramente più limitato di quello di altri paesi, per diversi motivi. Da noi esiste una realtà di imprese medio piccole nelle quali l’operatività e le dimensioni dei budget a disposizione rischiano di lasciare poco spazio ad una crescita strutturale e ad una maturazione del settore IT.

Inoltre elementi culturali, tra cui la poca propensione verso l’utilizzo della lingua inglese, verso l’autoapprendimento e un certo atteggiamento “impiegatizio” possono in alcune realtà più piccole limitare i margini di movimento.

Crediamo che sia importante “uscire dall’edificio”: imparare a conoscere il mercato, andare dai clienti, andare all’estero, confrontarsi con gli altri, abituarsi a dare e ricevere feedback ed essere più agili. Nel nostro lavoro è molto importante interfacciarsi da esperti con le macchine, ma allo stesso modo è importante l’interazione con le persone: colleghi, clienti, management aziendale così via.

Che consiglio lavorativo date ai nostri lettori, specialmente a chi magari ha iniziato da poco a lavorare?

Il nostro consiglio è di essere curiosi, rispettare le persone e impegnarsi nella crescita continua.

Un saluto ed un grazie(in foto da sinistra verso destra) ad Andrea Como, Fabio Collini, e Manuele Piastra che hanno risposto in modo puntuale e preciso alle nostre domande, offrendoci molti spunti di riflessione.

CNJ Foto autori

Possiamo continuare a seguirli su CNJ, ed in più, vi lascio i loro riferimenti per seguirli su Twitter e LinkedIn.

CoseNonJaviste

Fabio Collini

Andrea Como

Manuele Piastra

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